Una festa abbastanza mesta
C’erano una volta le ultime partite di campionato, quelle che per noi tifosi erano una festa, un commiato, un arrivederci…insomma un grazie per una stagione magari non di alto livello ma giocata con il cuore. C’è questa volta, e speriamo non debba ripetersi più, un saluto spento, triste, per lo più deluso.
Cosa poteva essere e cosa non è stato, ma soprattutto cosa ci si aspettava dalla squadra e cosa si è invece ricevuto.
Dal posto in Distinti Sud ho potuto osservare un incitamento dimesso, i soliti schieramenti pro o contro Rosella Sensi (anche se questi ultimi sono in forte aumento) e forse la voglia di finirla con questo campionato dedicando le nostre domeniche a qualche più salutare ora di sole e mare.
Non ho nulla contro il Torino, ma quando al 9′ c’è stato il gol di Vailatti ho pensato che avremmo avuto il buon cuore di regalare pure questa partita…fortunatamente mi sono sbagliato e qualche applauso oggi i giocatori se lo sono pure meritato, ma non sono certo queste le partite con le quali riconquistare il proprio pubblico.
Non si può abusare della pazienza dei tifosi per più di una stagione: un’annata storta ci può stare, un secondo campionato senza dare l’anima renderebbe critico il rapporto fra giocatori e tifosi. Non pensiamo al risultato sempre e comunque, anche un Roma-Arsenal vinta (e persa) con tutto ciò che si ha dentro può essere una partita da ricordare.
