Fuori dal calcio moderno
A margine del turno settimanale di Coppe Europee, mi viene abbastanza naturale mettere a fuoco ciò che c’è fuori dal calcio moderno, cosa credo sia necessario per competere a livelli dignitosi nello sport di squadra più affascinante e seguito tra tutte le discipline esistenti.
Fuori dal calcio moderno sicuramente troviamo una compagine che non si rapporta con la nuova dimensione del gioco, basata principalmente su preparazione e condizione fisica, nonchè, su di un atteggiamento mentale votato all’attenzione continua, durante la settimana negli allenamenti e durante il match, punto cruciale del lavoro fatto giorno dopo giorno. Per essere moderni e competitivi non si può prescindere da questi due aspetti.
Fuori dal calcio moderno troviamo ambiti dirigenziali completamente slegati dalla dimensione tecnica ed organizzativa della squadra che si trovano a condurre. Quando il focus è incentrato su bilancio, finanza, costi … etc etc, il rischio di trascurare le motivazione degli atleti è altissimo; per non parlare poi del momento in cui non si hanno atleti nuovi in rosa. Ma se poi il bilancio non si può correggere si può solo abbandonare, l’ostinazione non paga.
Infine, sempre fuori dal calcio moderno, che stimoli possono avere dei calciatori in scadenza di contratto per poi sentir parlare di rinnovi faraonici ? Come si può continuare un percorso fatto da mezzo passo avanti e tre indietro ? A quale tipo di calcio vogliamo abituarci ? Chi ha le qualità per trovare soluzioni ?
Per la cronaca gli unici a brillare sono Inzaghi ed il Genoa (Giochi Preziosi).
Dimenticavo, chi di Voi, leggendo quanto scritto sopra, si è chiesto: ” … ma forse parlava della Roma ? ”
