Dentro e fuori

Dentro al campo, stavolta, si è subito capito che qualcosa di diverso stava per accadere. Riscaldamento prepartita fluido ed essenziale. Molta tecnica individuale, tattica di base, ed un signorotto sulla sessantina che a braccia conserte segue i suoi calciatori come usualmente fa il mister della Giovanissimi.

Hanno il viso teso, dentro un misto di concentrazione e preoccupazione. In novanta minuti ci si gioca la pelle. Strano per essere la quarta di campionato. Bisogna ridursi davvero in queste condizioni per trovare una vittoria ? Per la Roma questa è quasi una regola.

Sul prato verde, dentro, c’erano giocatori arrivati da ogni angolo del globo, che muniti di maschere realizzate ad hoc per l’occorrenza, stile Point Break, si sono sostituiti ai nostri decaduti beniamini ed hanno in ordine giocato, convinto, ed infine stravinto … e non di certo con il Briatore Style che, incredibile ma vero, asfalta e sostituisce il Moggi style.  

Da segnalare, sopra tutti, un paio di loro, che nella magnificenza corale, hanno eccelso. Quelli travestiti da Totti e De Rossi. Perfette cover di quelli veri ormai latitanti da diversi mesi. Come non notarli. Mi chiedo: avrò modo di riammirarli ? Bah, lo spero. Per ora resto con i piedi per terra. Guarda Rosella, loro sono a costo zero.

Fuori invece un bel gruppetto di ragazzi, tutti quelli che popolano la SUD, che nella serata della rinascita giallorossa, stavano non sul ciglio del campo, bensì in coppa al primo scalino degli spalti. Ma cosa significava ? Cosa ha significato l’ingresso al minuto 32 ?

In quello stesso istante si genera una profonda incongruenza: se protesta deve essere, lo deve essere in tutta la sua interezza. Se si “tiene il punto”, vuoi per la tessera del tifoso, vuoi contro la dirigenza, allora bisogna andare fino in fondo. Di certo due gol ad una Fiorentina trasparente, non cambiano il focus che vi ha spinto a tale decisione. Mi rendo conto che anche noi tifosi abbiamo molta strada da fare, ed in un contesto umorale come quello della capitale,  questo percorso è lungo e tortuoso.

Raramente, negli ultimi tempi, il dentro è stato meglio del fuori. A parte la maglia n.10, che ha fatto dentro e fuori.

Un Commento a “Dentro e fuori”

  1. Daniele ha scritto il 22 settembre 2009 alle 10:06

    Questa Curva che sembra quasi un partito politico non si capisce più, neanche al suo interno c’è più comunione di intenti.
    Gente che voleva vedere la partita è stata costretta a restare fuori oppure è dovuta entrare in altri settori (ma la sicurezza?); un paio di maglie lanciate sono state prese, quella del capitano rispedita al mittente: casualità o volontà? Diktat errato a chi l’ha presa o mancanza di coesione?

    Protestare e poi interrompere solo perchè la Roma va sul 2-0 non sembra una grande prova di coerenza: se si deve protestare che si protesti fino in fondo…o si protesta solo se fa comodo?