La casualità di un evento può cambiare la storia
Accennavamo nel precedente approfondimento come la vittoria a Siena fosse uno step primario nel tentativo di risolvere una situazione tecnica e psicologica delicata per il gruppo giallorosso. Fortunatamente la vittoria è arrivata.
Proprio come a Genova questo match è il punto zero della Roma di Mister Ranieri. Un punto di partenza assolutamente diverso da quello vissuto da Spalletti nel lontano 2005. Mentre all’epoca tutto fu estremante empirico e basato sulla grande intuizione del gioco avvolgente sulle fasce con Totti prima punta (necessità faceva virtù), ieri abbiamo vissuto una reazione di nervi, di cuore, di esperimenti fatti durante tutta la partita, in cui si è passati dall’infermo al paradiso in un attimo repentino e veloce, veloce come la staffilata del bianco John John, divenuto improvvisamente paonazzo di gioia.
Ovviamente, cercando di frenare l’euforia per una vittoria che ci mancava da tre anni, su di un campo che sarà ostico per tutti, abbiamo il dovere di sottolineare quello che non ha funzionato.
Partirei dalla forma fisica deficitaria dei nostri calciatori, quasi paragonabile a quella dello scorso anno; sembra che le due settimane in Trentino abbiano fruttato come le due settimane in piscina, gavettoni compresi, passate appena dodici mesi a Trigoria. Sarebbe perfino troppo crudele sparare a zero sulle prove imbarazzanti del “buttafuori” Baptista, dello spauracchio Taddei, di Perrotta, di Mexes, ieri più Meo Patacca che Rugantino (gol a parte), di Juan, giocatore con certificato rapporto qualità/affidabilità/tenuta pessima.
Anche dal punto di vista tattico, dieci giorni di lavoro, non possono essere sufficienti per impostare schemi di gioco. Ieri molti calciatori hanno ”partecipato” fuori ruolo mettendo ancora più in evidenza i limiti sopra indicati. Ma forse cosi doveva essere. Claudio per primo sapeva di poter contare solo sull’orgoglio dei suoi uomini. E questo, per pura casualità, è uscito fuori, premiandolo come primo tifoso giallorosso a bordo campo. Qualcosa è cambiato.
Sono certo che anche Luciano Spalletti sarà stato contento per la sua vecchia squadra. Il resto verrà … speriamo già a Basilea e non nei minuti di recupero.
