C’era un sogno chiamato Roma

“Dimmi Massimo cos’è Roma?” “Ho visto gran parte del mondo: è brutale, freddo, oscuro, Roma è la luce!”

La luce non c’è più, o meglio, Roma è ancora lì a dispetto dei secoli e dei tanti denigratori invidiosi, sparsi nella penisola a farsi beffe della loro invidia, ma c’è un cuore nel cuore di Roma che non batte più come prima, che vince(poco) e  che perde (troppo, specie ultimamente) ma che  ama ancora.

Questo cuore malato appartiene a noi, è la nostra squadra quella che ci ha fatto e ci farà gioire (spero tanto) e piangere ancora (il meno possibile mi auguro); ora il nostro cuore ha bisogno di noi, Domenica e solo Domenica sosteniamo la maglia per 90 minuti come ai vecchi tempi, una voce sola, forte, compatta per far sentire quanto grande è il nostro amore, oggi tradito.

Poi vada come vada, dal prossimo impegno all’Olimpico stadio vuoto con la voce  forte del silenzio a far sentire alla presidentessa che il suo ciclo è finito, un silenzio lungo un campionato o almeno fin quando ricomincerà il film…

C’era un sogno chiamato Roma, questo sogno deve tornare, forse è meno importante della Repubblica ma appartiene al suo popolo!

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