Le pagelle di Inter - Roma
Si rivedono gli antichi fasti dell’era Spalletti ed una Roma tosta e battagliera (oltrechè decimata dagli infortuni) da del filo da torcere ad un’Inter al gran completo. L’enorme differenza tecnica viene contenuta con tanto impegno e sprazzi di bel gioco, permettendo alla squadra di uscire a testa alta da San Siro.
Julio Sergio 7: il portiere di riserva (ma ormai non si capisce più chi sia realmente il titolare) si fa trovare ancora pronto e sfodera un’ottima prestazione. Due parate difficili ed interventi in estrema sicurezza danno fiducia alla difesa, attualmente merita di giocare finchè gli altri portieri non dimostreranno di stare meglio.
Motta 6,5: buona partita, tonica e vivace, corredata da una spinta costante sulla fascia. Soffre un pò in marcatura ma si propone con dinamismo in avanti: peccato che non tutti i cross siano precisi.
Andreolli 6: buoni interventi e qualche insicurezza dovuta più al fatto di non avere ancora confidenza con certe partite di alto livello che non a carenze tecniche. Ha un buon fisico e sa tenere la posizione, va ancora guidato in attesa di maturazione.
Mexes 7,5: parte in punta di piedi, si fa male ma resta in campo: da quel momento la sua partita sale costantemente di tono, arpionando ogni pallone e respingendo di testa ogni minaccia. Partita monumentale nella quale si rivede il vero Mexes.
Riise 7,5: il norvegese sorprende per la dedizione e la buona riuscita di molte fasi difensive, attento e reattivo anche a chiudere le diagonali. Se a ciò si aggiunge il consueto ardore e la pericolosità al tiro ne viene fuori una prestazione sontuosa.
Brighi 6: obbedisce al piazzamento fuori ruolo con la solita partita generosa e di impegno. Di più non gli si poteva chiedere.
De Rossi s.v.: protagonista mancato della partita, era partito bene ma uno sconto con Vieira lo mette ko. C’è il rischio frattura per lo zigomo.
Pizarro 7: se di solito è il punto di riferimento arretrato, nel momento in cui esce De Rossi diventa l’estremo catalizzatore di ogni pallone. Ne gioca e ne smista in quantità industriale, con lucidità e precisione.
Perrotta 6: anche lui come Brighi leggermente fuori ruolo (anche se più abituato del compagno a giocare sulla fascia), produce la solita partita fatta di corsa e sostanza. Risulta comunque impagabile per impegno.
Menez 6,5: schierato come seconda punta arretrata si produce in una serie di strappi in ripartenza dalla trequarti che spesso mettono in crisi la difesa dell’Inter. E’ sempre più un giocatore importante per la Roma ed i compagni lo cercano costantemente in attesa di un’invenzione.
Vucinic 7: dopo essersi divorato un gol pazzesco se ne inventa un altro di enorme difficoltà. Mirko è così, prendere o lasciare, ma quando condisce la gara con corse sfiancanti, pressing e recuperi è da prendere ad occhi chiusi.
Faty 3: è come se la Roma non avesse sostituito De Rossi. Non regge l’alibi di giocare fuori ruolo sulla fascia e preoccupano gli innumerevoli scivoloni anche nel momento in cui, a tu per tu con Julio Sergio, cade mentre tira divorandosi una palla gol grande così. Sbaglia tutto, e non per modo dire.
Okaka 6: se giocasse sempre con questa grinta ed avesse sempre questa convinzione nei suoi mezzi potrebbe diventare un bel giocatore. Entra, si porta a spasso mezza difesa nerazzurra e tira in porta senza pensarci su. Poi fa sentire che fisicamente c’è, scavalcando Baptista nelle gerarchie d’attacco.
Tonetto s.v.: chi si rivede! Dieci minuti per far sapere che è ancora presente.
Ranieri 6: prepara psicologicamente la partita in modo perfetto e si vede dall’atteggiamento dei giocatori. Ma i suoi cambi lasciano ancora perplessi: perchè non inserire un esterno al posto di De Rossi? Perchè non togliere successivamente Faty ed insistere a privare la squadra delle qualità di Menez?
