Qualcosa è cambiato

Smorzare i facili entusiasmi e biasimare l’eccessivo pessimismo dovrebbe essere l’atteggiamento più corretto per un tifoso, atteggiamento che però non sembra essere di moda in una città passionale come Roma.

A conclusione di questi 4 mesi “nuovi”, dopo l’addio di Spalletti, sento di potermi un minimo sbilanciare valutando alcuni cambiamenti come acquisiti e non (come spesso capita) effimeri.

Dopo l’arrivo di Ranieri la squadra era riuscita a vincere qualche partita, alternando però prestazioni convincenti a sonore ricadute ”ultima maniera”, si pensi allo 0-1 in casa con il Livorno o alla sconfitta di Basilea. Serviva tempo per ricostruire morale e fisico di una squadra che non girava più e che non credeva più in sè stessa.

A prescindere dall’attuale (e futura) striscia positiva di risultati che ha permesso alla squadra di conquistare il primo posto nel gironcino di Europa League e di risalire al 4 posto in campionato, ciò che sembra cambiato (o meglio tornato come una volta) è lo stato dei giocatori: nuovamente motivati, convinti e consci delle proprie capacità/possibilità.

Nessun demerito a Spalletti, i cicli nel calcio sono fisiologici, ma un plauso a Ranieri per aver lavorato sulla testa (più che sulle gambe) dei giocatori. La mentalità “testaccina” del tecnico si è trasferita in campo ed ha stimolato gente come Perrotta, Mexes, Menez, Juan, Taddei (manca ancora un pò!) ed altri a tornare a standard qualitativi che gli competevano: i risultati (e le prestazioni) sono sotto gli occhi di tutti.

Ma ciò che sembra cambiato maggiormente è l’azione a livello societario: pur rimanendo tutti i problemi economici, la Roma sembra aver acquisito di nuovo autorevolezza e carisma. Due esempi? Il caso Juan, con il giocatore che è stato esentato dal rispondere alla convocazione della sua nazionale dopo un duro scontro con la federazione brasiliana, e la trattativa con Toni, che anche se non conclusa sta dimostrando che la Roma è ancora una società credibile a livello europeo.

Come sarebbe andata in tempi passati? Juan (rotto) in nazionale e in una trattativa di calciomercato sonore pernacchie da parte dell’acquirente e magari anche del giocatore. Credo che dietro a questo cambio ci sia un perchè ed ha nome e cognome: Gianpaolo Montali.

Dopo un arrivo in sordina, accompagnato da un pò di scetticismo e con una qualifica tutta da scoprire (ottimizzatore delle risorse) si è in realtà insediato alla stregua di un direttore generale ed ha portato le sue metodologie e la sua mentalità vincente. Quando si dice carattere…

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