Verso il derby: pace fra i tifosi
All’avvicinarsi dell’atteso derby tra Roma e Lazio crescono di pari passo le preoccupazioni dei più sul clima fra le tifoserie: si può sperare in una partita che abbia solo una sana rivalità sportiva?
Teniamoci la rivalità, teniamoci gli sfottò, accontentiamoci del fatto che non ci saranno mai gemellaggi tra le due tifoserie ma che momenti delicati (come successo dopo il fattaccio di Gabriele Sandri) le tifoserie giallorosse e biancocelesti hanno trovato un modo per essere solidali, ma ciò che tutti sperano è che si consideri questo Roma-Lazio una partita di calcio e basta, e che sia una serata “normale”.
Lasciamo a casa i rancori personali, la rabbia, le frustrazioni e tutti quei sentimenti negativi che vengono poi sfogati la Domenica, cogliendo l’occasione della partita ma che con la partita (e con i tifosi avversari) non c’entrano nulla.
E se il gesto dei bambini bergamaschi allo stadio può essere un raggio di speranza (hanno esposto uno striscione pro-Totti -”Noi a scuola come te: tutti 10″- pur essendo tifosi dell’Atalanta), prendiamo ad esempio le parole lasciate da Damiano Tommasi durante una conferenza presso la Gazzetta dello Sport fatta ai bambini delle scuole: “Gli avversari vanno sempre rispettati, senza di loro non si potrebbe giocare“.
Un vero uomo, un grande campione di stile ed umiltà che avrebbe meritato ben più copertine di un truffatore come Henry o di un viziato bamboccio quale Cristiano Ronaldo.
