Anno nuovo, bomber nuovo
Potrà piacere o meno il suo modo di giocare, potrà essere stilisticamente lontano da un Van Basten, potrà anche essere considerato sul viale del tramonto, ma uno come Luca Toni è un bomber di razza.
Parlano le cifre, numeri che etichettano inequivocabilmente ed in modo continuo la sua prolificità in tutte le squadre per cui ha giocato.
Toni è il centravanti che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi se fosse approdato alla corte di Spalletti lo scorso anno, è un giocatore che entra in campo con lo scopo di finalizzare l’azione ma che all’occorrenza sa anche aiutare i compagni a segnare.
Grazie al suo fisico ed all’ottima difesa della palla, può garantire l’apertura di interessanti spazi attirando su di sè più difensori. Diventa il miglior (unico?) terminale offensivo sulle palle inattive e sui cross grazie al suo pregevole colpo di testa, potrà garantire inoltre quei goal “sporchi” con spizzate di stinco, punta e dintorni che solo i giocatori con grande fiuto del gol riescono ad inventare (da Paolo Rossi a Filippo Inzaghi).
Questo tipo di centravanti è l’unica figura che è sempre mancata alla Roma, ed è stato lampante agli occhi di tutti anche nei periodi di maggior splendore quando la squadra entrava in porta con tutto il pallone: bastava una giornata storta e le tante occasioni da rete non venivano concretizzate per mancanza di un cosiddetto “rapace d’area”.
Prima di porsi poi problemi di compatibilità con modulo e colleghi d’attacco, è bene considerare (e mettere in preventivo) eventuali forfait di Totti e Vucinic, che purtroppo seguitano a non brillare per continuità; ci sarà quindi spazio per tutti e l’arrivo di Toni proprio in concomitanza con la probabile assenza del capitano a Cagliari permetterà a Ranieri di non snaturare la Roma ricorrendo a sostituti atipici (tipo Baptista o Okaka).
