Il numero 9 che mancava

Non serviva certo la doppietta di oggi contro il Genoa per capire di che pasta fosse fatto Luca Toni, ma per chi ancora era scettico (”…non ha segnato ancora…”) o chi non lo vedeva di buon occhio (”…non ha tecnica ed è un pennellone..”) questi due gol possono fugare parecchi dubbi.

Era da anni che un’azione della Roma non veniva finalizzata intenzionalmente da un cross mirato alla testa del centravanti, oggi di azioni così ce ne sono state diverse; solitamente i cross venivano fatti più per inerzia che altro vista la cronica mancanza di una “torre”, oggi pomeriggio parecchi traversoni sono stati seguiti con maggiore interesse (visto il pericolo che creavano alla difesa genoana) grazie alla maggiore speranza di vederli tramutati in gol.

Pur avendo sbagliato due colpi di testa a pochi metri dalla porta, Toni ha dimostrato di poter offrire una soluzione “nuova” all’attacco giallorosso, arrivando a spizzare palloni importanti (come in occasione del suo primo gol) o guadagnando punizioni importanti (da una di queste è scaturito l’assist per la sua doppietta) grazie alla difesa del pallone.

Corsa, pressing, impegno, partecipazione, fiuto del gol: questi i 5 aggettivi per descrivere il Luca Toni giallorosso, l’ariete che da (troppo) tempo si aspettava. Ora, in attesa di Juventus-Roma, la palla passa a Ranieri affinchè trovi il modo migliore di far coesistere Toni e Totti (se recupererà) senza snaturare la ritrovata fluidità di gioco della squadra.

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