Le pagelle di Roma - Siena
Partita che si è rivelata più ostica del previsto, sbloccata (come si presupponeva causa carenza di attaccanti) soltanto da episodi.
Julio Sergio 6: se la cava nelle situazioni in cui è chiamato in causa ma la respinta sul tiro (che poi Vergassola tramuterà in gol) forse poteva essere migliore. Peccato veniale, se non fosse che l’errore di un portiere si nota senpre tanto.
Motta 6: riceve la fiducia di Ranieri, a parole (trasferimento al City bloccato) e con i fatti (titolare oggi). Fa il suo ma da l’idea di poter fare meglio.
Burdisso 7: giocare a fianco di Juan sarà anche facile ma l’argentino condisce il tutto con grinta e concentrazione costanti. Il gol viene fuori da un rimpallo fortuito.
Juan 7,5: è da qualche domenica che c’è la caccia al nuovo aggettivo da tirare fuori per evitare di ripetere i soliti “sontuoso”, “imperioso”, “magistrale” o ”insuperabile”.
Riise 8: oltre ad essere ormai un beniamino in pianta stabile, sta anche attraversando un momento d’oro e tutto ciò che prova ha buona riuscita. Si inventa un gol al volo da favola (alla Totti) con una coordinazione e precisione incredibile.
Taddei 6,5: corsa e sostanza, in pratica il solito Taddei che è mancato nei momenti più bui della Roma.
Pizarro 6,5: meno appariscente di altre volte ma non per questo meno decisivo. Non ricordiamo un pallone buttato via o un passaggio sbagliato.
De Rossi 6: è in un momento altalenante, garantisce sempre uno standard accettabile per un centrocampista di serie A, ma sapendo chi è (e cosa può fare) sembra ancora che giri al minimo. Ciò non toglie nulla al suo impegno ed al rispetto della fascia di capitano.
Perrotta 5: bocciato ma non per colpa sua. Generosamente accetta di giocare fuori ruolo senza compiti di incursione e ne soffre per 45 minuti.
Brighi 5,5: pur giocando con il solito impegno non riesce a trovare i tempi giusti per inserirsi o per partecipare al gioco di squadra. Avulso dalla manovra.
Baptista 4,5: sarà pure lui fuori ruolo, ma a differenza di Perrotta non combina proprio nulla. Con l’ingresso di Okaka arretra ma i risultati non cambiano molto. Sta contendendo a Menez la medaglia d’oro quale ”oggetto misterioso”.
Cerci 6: non tutto gli riesce bene, anzi, ma l’atteggiamento “confusionario” è figlio della foga messa in campo. La volontà non manca anche se è difficile dimostrare il proprio valore in tempi ristretti.
Okaka 7: praticamente ignorato da tutti fino a 5 minuti dalla fine, si inventa un gol magistrale che richiama illustri campioni (Juary, Roberto Mancini e Ibrahimovic su tutti) con un tacco da urlo. Un arrivederci carico di speranza.
Pit 6,5: sembra che Ranieri raschi il fondo del barile per sostituire Taddei, eppure Pit ricambia con una prestazione ordinata ed efficace, condita dall’assist per il tacco di Okaka.
