Quando la tecnologia non serve
Se gli arbitri sono in buona fede, preparati e capaci che bisogno c’è di moviole e di tecnologia? Perchè qualcuno dovrebbe ricredersi? Chiedetelo al guardalinee Sancini, che annullò il gol di Turone.
Intervistato sull’episodio, a distanza di 28 anni da quel Juve-Roma 0-0, il sig. Sancini ha ribadito ancora una volta il suo esatto comportamento, convinto di non avere sbagliato e di aver dato la giusta interpretazione alla posizione di fuorigioco di Turone.
Partendo dal presupposto che sul momento abbia deciso per il meglio (lasciando perdere maliziose interpretazioni…) non si è mai posto il problema di vedere la sua decisione smentita dalle immagini televisive. Ancora oggi continua a ribadire la correttezza della sua scelta negando l’evidente: non credo che ci sia nulla di male nell’ammettere di avere sbagliato (ormai è cosa fatta) ma opporsi ad immagini più efficaci della sua vista mi sembra abbastanza assurdo.
Significa negare l’evidenza, significa non voler accettare una correzione che non toglierebbe nulla alla capacità “umana” di un arbitro: la bravura tecnica di un arbitro (moralmente integro) sta nel commettere meno errori possibili, la levatura morale di un arbitro sta nell’ammettere di aver sbagliato. La telecamera sarà in questo campo sempre superiore ad un occhio umano, pertanto il riconoscere un errore non toglie nulla ai meriti di una carriera.
E si ci si affidasse alla moviola in campo, da molti invocata come la panacea dei mali calcistici? Secondo quanto capiamo tramite l’intervista di Sancini si potrebbe non arrivare ad una conclusione: un rigore palese, un fuorigioco netto o una simulazione conclamata potrebbero essere negati anche di fronte all’evidenza. Si farà la moviola del lunedi non più sulle azioni ma sugli arbitri che guarderanno i monitor?
Immaginiamo un Biscardi della situazione che osserva un arbitro che osserva un monitor: decreterà corretto o meno il raggio di azione della pupilla per vedere se sta seguendo correttamente il flusso video? A queste condizioni non diventa più un fatto di moviola o non moviola, ma di trasparenza di chi prende le decisioni chiave.
Ad esempio: la Fifa ha “perdonato” Henry nonostante tonnellate di immagini lo abbiano inchiodato, secondo loro il fallo di mano non rilevato non è un reato così grave; ma dell’esultanza dopo il gol che ne pensa? Henry avrebbe potuto almeno avere la decenza di non esultare in quel modo. Questo è il fair play invocato e pubblicizzato da cotanti loghi? L’aiuto della tecnologia è stato accantonato, è sempre qualcuno che decide cosa fa più comodo.
