11 minuti di follia
Sconfitta amara per 3-2 contro il Panathinaikos, ribadendo lo stesso negativo punteggio dell’andata. Ma la differenza l’hanno fatta soltanto 11 minuti di follia.
I 5 minuti finali dell’andata, con il ribaltone greco e i 2 gol decisivi, sommati ai 6 minuti di fine primo tempo nei quali il Panathinaikos ha segnato 3 gol di fila hanno determinato un’incredibile eliminazione dall’Europa League. I greci sono passati grazie a queste amnesie improvvise della Roma, due blackout in stile Cagliari che non hanno dimostrato un’inferiorità complessiva dei giallorossi ma hanno lanciato segnali d’allarme che erano già sotto gli occhi di molti.
La gara si era messa bene, il gol iniziale di Riise sembrava aver spianato la strada, ma essere costretti sull’ 1-3 a segnare 4 gol in 45 minuti senza Toni e Totti (e con un Baptista ancora una volta inconcludente) è stato troppo. La squadra sta accusando la fatica degli impegni ravvicinati senza troppi cambi e comunque dopo 3 mesi a mille una flessione era anche inevitabile.
A preoccupare sono queste recenti amnesie collettive (sui gol ci sono diverse responsabilità comuni) che sembravano appartenere solo all’era Spalletti (senza nulla togliere al tecnico) e che invece si stanno riproponendo: Ranieri l’ha capito ed è uscito dal campo scurissimo e deluso.
Ora non c’è tempo per rifiatare, c’è una trasferta insidiosissima a Napoli dove servirà assolutamente l’apporto di alcuni cambi; Cerci si è spento dopo un paio di buone partite, Cassetti è altalenante mentre Brighi e Perrotta non sembrano al top: serve un Motta propositivo ma attento alla difesa, serve un turno di riposo a Juan per preservarlo e serve una maggior spinta in attacco dando magari un’ultima chanche a Menez che stasera è stato meno abulico del solito.
Fortunatamente Vucinic sembra essere in ottima forma e continua ad accumulare minutaggio, ma non potrà tirare la carretta ancora per molto senza adeguati supporti. Baptista è stato relegato in panchina da Ranieri con la motivazione che subentrando rendesse di più (…ma di più rispetto a cosa?…) ma il risultato è stato ugualmente sconfortante.
Oltre ai fischi di giustificata delusione, al triplice fischio si è levato qualche coro di incoraggiamento per la squadra: fortunatamente i tifosi hanno capito che non è momento per fischiare ma per sostenere, evitando di buttare a mare quanto di buono fatto finora.
