Il protagonista silenzioso
Si dice che una squadra vinca e perda in 11, in realtà ci sono molti più uomini coinvolti che partecipano alle fortune (o alle cadute) di una squadra. Uno dei protagonisti “silenziosi” è certamente Giampaolo Montali.
Arrivato poco prima della sconfitta di Udine, punto più basso della stagione, si è sistemato nel suo ruolo a dispetto della facile ironia (”a che serve?”, “un altro stipendiato di lusso dop la Sensi”, ecc.) ed ha messo in campo la sua esperienza e la sua mentalità vincente, il suo pragmatismo e le sue competenze.
In un’intervista lasciata ieri a La Repubblica Montali si è espresso in questo modo:
“grazie alla mia esperienza, al mio essere più distaccato e freddo, oltre che abituato a fare squadre che devono vincere, ho saputo trasmettere tranquillità, ho fatto vedere il bicchiere mezzo pieno sempre, anche quando sembrava assurdo”
Potrebbero sembrare le parole di un presuntuoso, sono invece le parole di chi è consapevole della propria forza ma lo va a dichiarare solo se interpellato: la falsa modestia è un difetto pari alla superbia, ammettere le proprie qualità in maniera misurata non è sinonimo di boria ma consapevolezza dei propri mezzi.
I risultati poi parlano chiaro: Montali è un vincente, e non importa che la sua esperienza principale sia stata nella pallavolo; la mentalità vicente di uno sportivo è uguale in ogni sport, sia che il campione si chiami Valentino Rossi, Michael Phelps o Roger Federer, tutta gente che non smette di vincere perchè lavora soprattutto sugli stimoli.
Montali ha portato in squadra quell’organizzazione che mancava, in una Roma a conduzione familiare si rischiava forse di non riuscire a regolare in maniera pragmatica gli schemi d’azione e comunque mancava un coordinatore. Oltre a pianificare meglio gli interventi di mercato e le operazioni contrattuali, la squadra ha recepito una nuova voglia di progettazione, un senso di proiezione verso il futuro che ha spazzato via i dubbi di cessione della società.
Non entriamo in questo momento nel merito della contestazione alla presidenza o al giusto o non giusto che la Roma venga venduta a proprietari più ricchi, soffermiamoci sul fatto che un ambiente più solido ha giovato alla mentalità della squadra ed il merito è sicuramente anche di Montali.
