La partenza di Okaka
Dopo il gran gol di tacco che ha regalato la vittoria alla Roma sul Siena, molte persone si sono chieste se valeva la pena far partire Okaka piuttosto che farlo rimanere in giallorosso.
Sulle ali dell’entusiasmo (e della prodezza) sembra facile rimpiangere ora la cessione in prestito del centravanti al Fulham, ma è bene non dimenticarsi l’effettivo valore di Okaka il quale deve ancora maturare sotto tanti aspetti. Chi invoca ora maggiore spazio per il giovane Stefano è bene che ricordi lo scarso fiuto del gol, l’ingenuità in alcune fasi di gioco e la scarsa incisività in determinati frangenti della partita, caratteristiche che hanno fatto arrabbiare più di un tifoso (anche ingiustamente). Ha inoltre fatto soltanto 2 gol nel campionato italiano.
Considerata però la ancor giovane età, la ridotta esperienza accumulata in serie A e la necessità (inevitabile) di dover ancora crescere da un punto di vista tecnico-tattico, c’è da spezzare più di una lancia a suo favore per come si è comportato fino ad ora e per i progressi mostrati da quando è passato dalla Primavera alla prima squadra.
Okaka ha dimostrato di possedere una buona prestanza fisica (anche se deve imparare a sfruttare ancora di più il suo enorme potenziale), uno spirito di squadra ottimale, un’adattabilità a diversi ruoli dell’attacco e una personalità umile. Migliorando il suo lato tecnico ed acquisendo maggiore convinzione nei propri mezzi avrà le carte in regola per fare una buona carriera.
Il prestito al Fulham è in questo momento l’opzione migliore, augurandoci che possa giocare con più continuità: qui a Roma non può farlo e si è visto anche con la panchina di Domenica nonostante le assenze di Totti, Toni e Vucinic.
