Le sensazioni di Totti
Qualche tempo fa Totti disse che le sensazioni che stava vivendo in questo periodo con la Roma gli ricordavano quelle dello scudetto: fu guardato strano, visto che la differenza tecnica tra la Roma attuale e quella di Capello è notevole, ma nelle sue parole c’è del vero.
Non credo infatti che Totti abbia ambizioni scudetto, è un ragazzo abbastanza intelligente da capire che l’Inter è nettamente superiore e che non è saggio illudere i tifosi; quello a cui si riferisce il capitano credo che sia il senso di forza e la consapevolezza dei propri mezzi, unito ad una buona sorte che di solito accompagna le grandi cavalcate vincenti.
La Roma di Capello era piena di campioni (Batistuta, il miglior Totti, Emerson, Samuel, Cafù, Candela) ma era soprattutto consapevole di poter vincere, aumentando quindi il suo potenziale grazie ad un atteggiamento vincente; inoltre le poche partite storte venivano raddrizzate grazie a “colpi di coda” frutto di prodezze individuali o salvate con l’aiuto della buona sorte.
La Roma di Ranieri sta viaggiando su questi binari: conscia del proprio valore si è imposta con la forza su diverse squadre, ed in partite di minor vena ha risolto la questione con prodezze singole (vedi Okaka in Roma-Siena) oppure affidandosi alla buona sorte come ieri sera con la Fiorentina. Non minimizzando affatto la grande partita di Julio Sergio, Juan e Mexes, nè il carattere della squadra, bisogna ammettere che un pò fortuna ha aiutato la Roma ad uscire con i 3 punti dal Franchi: questa è la buona sorte delle grandi squadre, che fa fare cilecca agli avversari e fa andare a segno il primo vero tiro in porta. Quando si dice: gira tutto bene.
Dov’è il rammarico? Sta in chi occupa il primo posto: se l’Inter non avesse beneficiato così tanto dello scandalo Calciopoli e delle risorse infinite di Moratti, diventando di fatto un cannibale del campionato, la marcia della Roma sarebbe stata vicina al trionfo, così come i 2 secondi posti recenti avrebbero potuto senza vergogna essere tramutati in scudetto.
Il massimo è stato fatto, non c’è da avere alcun rimpianto.
