2 motivi per sperare: Burdisso e Menez

A -4 punti dall’Inter, decisamente in calo e (sembra) distratta dalla Champions League, ci sono un paio di spunti che rafforzano la convinzione di poter combinare qualcosa di buono e riguardano Burdisso e Menez.

Due giocatori diversi, per ruolo ma soprattutto per temperamento, ma che hanno indicato su cosa può puntare la Roma in queste ultime 9 giornate.

Menez ha disputato probabilmente la miglior partita da quando è qui a Roma, sfoderando la sua principale peculiarità: saltare l’uomo. Oltre ad irridere con sorprendente continuità gli avversari, ha giocato anche (a volte) per la squadra, con accelerazioni devastanti e guzzi di puro genio.

Con il rientro di Totti la Roma deve sfruttare l’abilità dei suo fantasisti (includiamo anche Vucinic che sembra si stia definitivamente consacrando come fuoriclasse) per risolvere partite in cui il gioco latita o le situazioni peculiari (leggasi svariate assenze) non le permettono di vincere di forza.

Su Burdisso serve segnalare semplicemente un episodio: il suo colpo di testa con il quale ha sfiorato il gol a fine partita e la sua rabbia per il mancato gol. La Roma era avanti di due gol, aveva ormai schiacciato l’Udinese nella sua area e mancava pochissimo al fischio finale; eppure un tignoso vincente come Burdisso trova la forza di arrabbiarsi come se dovesse rimontare un risultato piuttosto che suggellarlo semplicemente.

Questa è la mentalità corretta che Ranieri apprezza in Burdisso, questa fame di vittoria e questa grinta che non lo fanno mai mollare nell’arco di 90 minuti; e pensare che all’Inter lo si rimproverava di essere svagato e poco attento…
Dopo l’ennesima rimonta da 2-0 a 2-2, gli spettri sono stati allontanati proprio da questa decisione che la Roma ha saputo stavolta proporre e che sarà fondamentale a Bologna e nello scontro diretto con l’Inter, se si vuole ancora continuare a sognare.

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