Equilibrio

Non è purtroppo un luogo comune quello che vuole la piazza romana estremamente sensibile alle oscillazioni della squadra ed estremamente variabile nei giudizi e nelle aspettative.

In questi ultimi due pareggi con Napoli e Milan diverse persone hanno un pò storto il naso, forse pensando ai punti persi piuttosto che a quelli guadagnati.

Meno di un mese fa il nostro Stefano Vai ha scritto “Crederci? Sempre“, e continuiamo a sposare questa linea ma senza creare false speranze. Crederci significa dare tutto ma accontentarsi poi di ciò che si raccoglie, consapevoli di aver fatto il massimo.

La Roma scricchiolava già da qualche tempo e solo i risultati positivi hanno mascherato diverse magagne. Uscire da due scontri diretti senza sconfitte, in condizioni fisiche non brillanti e con diversi assenti o giocatori fuori forma, non può essere considerato ora un crollo, un fallimento. Forse ci si era abituati (troppo) bene, ma come la Roma ha vissuto periodo d’oro ed ha inflitto rimonte in zona Cesarini, anche altre squadre possono “ricambiare”.

Ranieri ha preso una squadra al completo sbando e a ridosso delle ultime posizioni, ha completato quasi un girone intero senza sconfitte portando la squadra a due passi dall’Inter (cosa impensabile fino allo scorso inverno). Gli obiettivi non sono cambiati (un posto diretto in Champions) ma se si fanno strada altre ipotesi (scudetto) bisogna considerarle con la dovuta obiettività e valutare un eventuale “fallimento tricolore” con un peso specifico quasi nullo.

Il “basso profilo” di Ranieri, nelle sue frasi rivolte a pensare al 3 posto più che all’Inter, non devono essere interpretate come mancanza di mentalità vincente ma come invito a rimanere concentrati sulle reali possibilità: va da sè che continuando a vincere in concomitanza con altri passi falsi dell’Inter (sopratutto nel prossimo scontro diretto all’Olimpico) lo stesso tecnico sarà il primo a provarci fino in fondo.

E se terzo posto sarà…sarà comunque un successo.

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