Questione di mentalità

Troppo spesso accade che la Roma arrivi ad un momento cruciale e poi fallisca o non concretizzi l’occasione per colpa del famigerato “braccino”, ciò che colpisce i tennisti ad un passo dalla conclusione del match, la cosiddetta paura di vincere.

Questo pareggio con il Livorno ricorda tanto il 2-2 con la Reggina ultima in classifica di 2 anni fa o ancora il più amaro pareggio 2-2 con il Venezia risalente all’Aprile 2002, quando l’Inter perse ma la Roma sprecò l’occasione per rifarsi sotto rischiando addirittura di perdere con la penultima in classifica.

Storie già viste e che lo stesso Ranieri ha confermato in conferenza stampa, sottolineando come la differenza attuale fra la Roma e le milanesi sia proprio un fatto di testa. E’ vero che l’allenatore ha sempre smorzato i toni in chiave scudetto, ma non credo che abbia mai giocato per pareggiare…la mentalità vincente (del cannibale stile Phelps o Valentino Rossi o di Federer) si acquisisce proprio cercando di vincere sempre e comunque, su qualunque campo e per qualunque obiettivo.

Il Milan, nel posticipo vinto 1-0 sul Chievo, ha dimostrato cosa voglia dire giocarsela sempre, pur perdendo per strada diversi pezzi (ultimo Beckham che si è rotto il tendine di Achille): in 10 e al 91′ la griffe di Seedorf ha riaperto di fatto il campionato. Ed è incredibile aver visto un Pippo Inzaghi che, a 36 anni suonati e dopo aver vinto tutto quanto l’immaginabile, ringhi ancora in quel modo disperandosi per ogni azione non concretizzata.

Alla Roma manca ancora questo e senza un approccio vincente non basteranno i soldi della Champions per colmare il gap dalla vetta.

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