Atalanta ko e sorpasso

Surreale l’atmosfera d’inizio partita che avvolge i primi minuti di gioco: un silenzio teso, carico d’aspettativa, per tenere il fiato e sperare nel sorpasso.

E alla fine così è stato, con i cori iniziali di incitamento che sono stati seguiti dai fischi fragorosi (di paura…) ad ogni azione dell’Atalanta, e più si avvicinava il novantesimo e più i fischi aumentavano. E quanto sollievo nel sentire i fischi dell’arbitro che assegnava punizioni su punizioni (proprio sotto il mio settore) mentre Totti “congelava” il pallone.

La partita “vera” della Roma è durata 35 minuti, tempo di sistemare la pratica e di mettersi al sicuro; ma visto che il calcio non è una scienza esatta, il gol del 2-1 di Tiribocchi ha risvegliato antichi fantasmi (nella Roma) e nuovi guerrieri (nell’Atalanta). Ma questa volta i moniti di Ranieri sono stati ascoltati, la squadra non si è disunita ed è rimasta compatta, partecipando ad ogni azione con concentrazione, se si eccettuano un paio di svarioni in disimpegno (come quello di Taddei che chiede poi scusa allo stadio intero).

Anche questa prova di maturità è stata superata, è più facile magari scivolare su partite apparentemente facili ma insidiose come questa piuttosto che “bucare” i grandi appuntamenti, e nonostante un pò di “tremarella” nel pensare di essere lì su in cima la convinzione di farcela ed il giusto temperamento mostrato dai giocatori stanno rendendo questo sogno possibile.

L’abbraccio collettivo fra i giocatori a fine partita è sintomo di una comunione d’intenti salda come mai.

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