Il fattore curvone
Sembra essere passato davvero poco dalla vittoria capogiro di domenica scorsa. Contemporaneamente si ha la sensazione che tutto sia volutamente bloccato. La Roma in cima alla classifica ed il prossimo impegno con la Lazio portano tutto l’ambiente in standby, perfetta media tra la gioia del primato e le probabili “sofferenze” della prossima stracittadina.
Per ammazzare il lento scandire dei secondi vorrei approfondire metaforicamente il peso specifico del “curvone”, tanto a cuore al nostro Mister.
In questo esercizio mi è d’aiuto la fantastica esperienza vissuta nel curvone Sud durante l’ultimo match. La Roma che in staccata approcciava il sorpasso sull’Inter, ed il curvone, l’altro, quello del tifo più emozionante, che con nervi e cuore ha abbracciato e sostenuto la squadra senza esitazione.
Come fosse l’altro uomo in campo, invisibile sul green, ma pronto ad aiutare il compagno di gioco in difficoltà, si è prodigato con inesauribile costanza sia in fase di possesso palla, con cori da brivido che avrebbero scosso anche il più brocco dei cavalli, che in fase di non possesso, con fischi assordanti nel tentativo concreto di deconcentrare l’avversario.
Insomma, come dare torto a Ranieri. Il curvone invocato a più riprese, nel quale la nostra Roma si è gettata a tutta velocità, è diventato all’improvviso parabolico grazie alla vicinanza del popolo giallorosso, all’amore di quelli che da bordo campo spingono i nostri atleti oltre l’ostacolo.
L’Inter ha condotto in curva con molte difficoltà, noi abbiamo affrontato la curva come se fosse un rettilineo, approfittando degli errori in modo assolutamente virtuoso e meritevole.
Porca miseria è ancora oggi … ma quanto manca a Domenica?!?!
