Lo strano metro di giudizio

Arrivano puntuali le decisioni del giudice sportivo Tosel e si apprende che Totti viene multato di 20mila euro per gesti provocatori (gli ormai famosi “pollici di Totti”) mentre lo sgambetto di Radu viene completamente assolto. Qualcosa non torna.

I fatti sono stati analizzati tramite il referto arbitrale, quello della procura e tramite la prova TV ma il risultato non convince assolutamente, sembrando più un gesto diplomatico per calmare le acque e compensare la Lazio.

Analizziamo la motivazione della multa di Totti:

“per avere, al termine della gara, rivolgendosi al settore occupato dai propri sostenitori (Curva Sud), alzato ripetutamente le mani con i pollici rivolti verso il basso, indirizzando in tal modo ai calciatori ed ai tifosi avversari un gesto platealmente provocatorio; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale”

Si rivolge ai propri sostenitori…ma lo indirizza agli avversari? Che gioco di parole è? O provoca oppure si fa “i fatti suoi” con i SUOI tifosi.

Ma veniamo al gesto di Radu che viene definito

“…del tutto gratuito ed idoneo a provocare istintive e pericolose reazioni…” e poi “…Si è trattato, in buona sostanza  di uno sgambetto, sia pure portato con una certa veemenza, non tale comunque da denotare quell’inequivoca intenzionalità…”

Praticamente è un gesto che provoca reazioni (come ha presunto per quello di Totti) ma può non essere intenzionale…come a dire che uno sgambetto capita casualmente, senza la volontà di chi lo effettua! Incredibile.

Mi sembra chiaro che l’operato sia stato in parte condizionato dalle reazioni globali dell’ambiente calcistico intero, cercare di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Non si poteva non intervenire su Totti per non creare anomalie con il “caso manette” di Mourinho (anche se Totti non offende “il Palazzo”) ma punire oltremodo la Lazio sarebbe stato evidentemente “poco cortese”.

Ma si è finito per creare ulteriore contrasto “grazie” ad un’interpretazione pubblica che ha del contraddittorio! Non si finisce mai di stupirsi.

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