Due pesi, due misure

Non c’è da stupirsi se Totti prende 4 giornate e Chivu neanche 1 euro di multa, se Mourinho forse finirà in castigo ma fra tanti giorni, e magari non sarà neanche più l’allenatore dell’Inter. Questa è la giustizia italiana calcistica, che ricalca quella ordinaria con il motto (letto altrove): “La legge è uguale per tutti, l’interpretazione no”.

Le 4 giornate al Capitano sono sacrosante, il regolamento parla chiaro e la pena inflitta è la minima prevista per falli di quel genere. Ma se Totti era stato subito multato di 20.000 per i famigerati pollici, perchè Chivu se l’è cavata con un semplice deferimento? Perchè Tosel non ha giudicato subito?

La sproporzione poi è sul fatto stesso: Totti si rivolge ai SUOI tifosi, Chivu si rivolge ai tifosi AVVERSARI, l’uno con un gesto di sfottò goliardico, l’altro con un gesto assolutamente volgare ed offensivo. Se il gesto di Totti “valeva” 20.000 euro, quello di Chivu ne doveva costare almeno il doppio. E non è una questione di soldi, se si vogliono placare gli animi e punire i “colpevoli” dando bacchettate, che bacchettate siano.

Quando De Rossi e Totti in passato se ne uscirono con dichiarazioni contro il Palazzo e contro l’Inter furono immediatamente sanzionati, giustamente ma con velocità quasi “sospetta”, Mourinho se la vedrà con la giustizia ben oltre ogni impegno ufficiale, con una calma olimpica che lascia perplessi.

Ripeto ancora una volta, a scanso di equivoci e senza voler dar adito a piagnucolii pro-Roma, le multe e le squalifiche in casa giallorossa sono sacrosante, sarebbe però gradita un’uguale trattamento verso tutti i “colpevoli”.

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