Essere superiori comunque
L’Inter è più forte. Chiaro. Complimenti all’Inter.
Con estrema franchezza mi associo alle parole di Mister Ranieri, che riconoscono quanto ottima sia stata la prestazione dei nerazzurri e quanto inconcludente quella dei suoi giocatori. Forse anche lui, in cuor suo, si è reso conto di aver commesso degli errori, macroscopico quello che lo ha indotto a tenere in panchina Menez, l’unico ora in grado di dare un filo di profondità alla manovra giallorossa.
A centrocampo poi, la nostra inferiorità tattica e tecnica è stata marcata dalla tenuta atletica insufficiente di giocatori chiave come De Rossi e Pizarro, quest’ultimo costretto ad abdicare da subito. In questa zona credo si sia deciso tutto.
Più genericamente i complimenti all’Inter sono d’obbligo per il definitivo ed inconfutabile salto di qualità che ha saputo fare sotto la guida dello Special One. Lui, nel bene e nel male, è anche il vero artefice di un cambio di mentalità nei soliti schemi del calcio italiano. Schemi che ha saputo affrontare di petto, migliorandoli e/o peggiorandoli, come nessun altro aveva fatto prima. Le interviste pre e post gara, il modo poco ortodosso di presidiare la panchina, le motivazioni che con carisma sa trasmettere ai suoi sottoposti, rappresentano il must del calcio di oggi. Ne va preso atto, poi ovvio, si può continuare a dire tutto ed il contrario di tutto.
Peccato perché nel maturare la sconfitta di ieri, sono tornati agli occhi, come un boomerang, i cronici limiti di personalità del giocatore “simbolo” della nostra amata Roma: Francesco Totti.
Lo spettro del fattaccio Poulsen improvvisamente calato sul campo verde.
E la reazione contro lo scuro Balotelli non è altro che la punta di un iceberg.
La panchina, l’ingresso a giochi praticamente fatti, le provocazioni ricevute, la consapevolezza del declino dei suoi immensi mezzi fisici e conseguentemente tecnici, sono lo schema sequenziale di una successiva reazione che lo declassa dal gruppo dei fuoriclasse a quello dei calciatori bravi “ma aveva solo un limite” …
Il self control nel non abbassarsi alle provocazioni sistematiche di un bambino viziato appena maggiorenne, contestualizzato al match di ieri, inconsapevolmente per lui valeva più di un gol d’antologia.
Troppo facile dire: ” … parli bene tu, occorre trovarsi in quelle situazioni per giudicare …”. Vero, ma credetemi la figura del “rosicone”, è quello che tutti i piccoli vessati nei giorni scorsi speravano facesse .
Ebbene lui ieri ha trasformato in realtà la loro speranza. Peccato davvero.
Balotelli ha confermato nuovamente di che pasta è fatto. Francesco ha inserito nella sua pasta un ingrediente andato a male. Balotelli esce flat (quello che era è rimasto) ma vincitore della coppa, Francesco esce a testa bassa.
Essere superiori comunque, significa esserlo nelle avversità e nelle sconfitte così come nella gioia e nelle vittorie. La dignità vale più di un portaombrelli. Solo cosi si è davvero diversi da tutti gli altri, e più forte di tutti gli altri.
Un abbraccio Capitano.
