Fino all’ultimo

Nell’ultima partita della stagione all’Olimpico, il capitano risorge trascinando la Roma contro il Cagliari e ribaltando lo svantaggio: 2-1 e festa dell’Inter rimandata di 7 giorni, in attesa di un eventuale miracolo.

Ci credono tutti: tifosi, giocatori e allenatore, tutti compatti per continuare questa incredibile corsa fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Dopo tre quarti di partita di puro dominio il gol del Cagliari non gela proprio nessuno, perchè la foga e la determinazione di tutta la squadra è massima e gli stessi tifosi non smettono di incitare i giocatori.

L’Inter e Mourinho sapevano (e sanno anche ora) di dover aspettare l’ultima giornata per conquistare il titolo, ma ad un certo punto hanno pensato che la squadra di Ranieri avesse ceduto e si sono distratti, propiziando una quasi rimonta del Chievo.

Ma una vittoria sportiva può essere parzialmente sostituita da una vittoria di altro tipo, e la Roma ha tenuto fede allo slogan di Ranieri “Senza rimpianti”. Giocando una partita vera (un’altra…) contro un Cagliari tutt’altro che addomesticato, che non ha giocato con la ferocia del Parma ma ha comunque fatto la sua onesta partita, rischiando addirittura di vincere.

Ma va bene così, anzi, è meglio così: meglio vincere contro avversari veri che in partite fantoccio, vincere contro avversari che onorano ogni partita (come hanno fatto Parma e Cagliari) piuttosto che “regalarle” ai loro “sovrani” (a buon intenditor poche parole).

Ormai è una corsa sul filo del rasoio, fatta di emotività, passione, determinazione e temperamento. Chi sbaglia ha perso, ma non aver rimpianti vale per la Roma uno scudetto morale.

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