Mancava solo lui
Tra le tante voci di condanna dei vari benpensanti mancava stranamente Di Canio, ed ecco che l’ex laziale decide di dire la sua perdendo un’ottima occasione per stare zitto, vista la gratuità delle sue affermazioni.
“Le scuse di Totti sono finte” è il suo pensiero e la sua reazione è andata a toccare anche tutti i tifosi che gli si sono stretti vicino (a suo modo di vedere sbagliando) per sostenerlo dopo i brutti fatti di Coppa Italia.
Forse Di Canio dimentica che da più parti nello stesso ambiente giallorosso sono fioccate diverse critiche al suo Capitano, cosa che ha colto un pò di sorpresa lo stesso Totti. Di Canio non considera che il malumore di Totti è derivato proprio da questi inaspettati rimproveri per quel gesto su Balotelli ma, come un genitore che rimprovera il figlio e poi lo sostiene per fargli capire che gli è vicino, il popolo di Roma gli ha fatto capire che gli vuole bene e che ha capito e perdonato la reazione.
Forse Di Canio non ha mai ricevuto dalla sua gente tributi simili, non è mai stato osannato a prescindere anzi, il suo passaggio alla Juventus non è stato da tutti visto come un bel gesto d’amore verso quella che doveva essere la sua seconda pelle.
Chissà perchè poi Di Canio debba preoccuparsi di Totti, con quale capacità sia in grado di affermare che le sue scuse non sono sincere e perchè la cosa lo debba toccare. Se poi un rimprovero da Yuri Chechi, campione sotto tutti i punti di vista, può anche essere accettato, da un ex giocatore che non si è spesso distinto per fair-play (a parte il bellissimo gesto compiuto in Inghilterra) suona posticcio quanto lui stesso intende le scuse di Totti.
