Per il bene della società
Questo slogan “per il bene della squadra” si usa a volte per giustificare un’inevitabile cessione, ma i fatti hanno dimostrato che a volte è veramente un bene. Ma se si cedesse De Rossi?
Premetto sin da ora che mai e poi mai vorrei vedere Daniele De Rossi con la maglia di un’altra squadra, e spero che possa chiudere la carriera a Roma con la fascia di Capitano al braccio; cercherò quindi di fare un’analisi il più possibile obiettiva.
Il caso recente più eclatante è stato Ibrahimovic: venduto per una valanga di soldi, ha permesso all’Inter di liberarsi di un “peso” tattico e di acquistare quei 3-4 giocatori (Milito e Snejider su tutti) che hanno reso possibile il definitivo salto di qualità.
Il caso tattico non è certo quello di De Rossi, che si è sempre integrato in ogni modulo ed in ogni formazione, giocando sempre e comunque; la sua cessione avrebbe quindi un “peso” puramente economico. Se in cambio di De Rossi si riuscissero ad ottenere 3-4 giocatori che permetterebbero un notevole rinforzo, la fermezza con cui la Sensi, Pradè e Conti dichiarano incedibile Capitan Futuro potrebbe vacillare?
Facciamo un esempio da fantacalcio: al posto di DDR arrivano Van der Vaart, Drenthe, Benzema più avanza qualche spicciolo per riscattare Burdisso. Aumenterebbe il monte ingaggi ma si farebbe una campagna acquisti di alto livello come non si vede dai tempi di Batistuta ed Emerson. Ho messo ovviamente 3 giocatori a caso, tra quelli che il Real potrebbe cedere senza troppi scrupoli ma che rimangono di altissimo valore.
La squadra verrebbe quindi integrata con innesti di qualità e la cessione dolorosa di De Rossi servirebbe “per il bene della squadra”. Credo che anche il giocatore sia conscio della questione, infatti ha più volte dichiarato che per amore della maglia andrebbe via. E’ una valutazione molto difficile, lo so, bisogna però provare a farla ragionando con la mente obiettiva che può avere il tifoso di un’altra squadra che non sia la Roma.
