Rinforzare la squadra - 1
E’ finita una stagione esaltante per noi giallorossi. Siamo riusciti ad arrivare in finale di Coppa Italia e a contendere lo scudetto all’Inter sino a pochi minuti dalla fine del campionato.
Merito di Ranieri e dei suoi boys ma anche di chi ha contribuito a far arrivare la quadra a questo livello. Parliamo di livelli, perchè ritengo che le società di calcio siano classificabili in virtù della loro struttura, ossia per l’organizzazione, il settore giovanile e la prima squadra.
I risultati raggiunti inducono a pensare che si sia compiuta un’impresa perchè la Roma è pur sempre una società di secondo livello, non ancora in grado di competer con società di prima fascia tipo Chelsea, Manchester, Inter e così via. Per arrivare a misurarsi con queste grosse squadre, per arrivare primi non ogni dieci anni si deve crescere, non solo con giocatori di qualità ma anche con un settore giovanile forte, in grado di produrre costantemente qualche campione, e con dirigenti bravi che sappiano utilizzare al meglio le risorse.
Sembra tutto ovvio ma realizzare ciò non è facile. Cominciamo dai dirigenti “tecnici”, ossia da coloro che si occupano della prima squadra. Vedo Milito fare sfracelli, venuto due anni fa in Italia per otto milioni di euro, forse meno, e penso che noi abbiamo preferito prendere Baptista spendendo molto di più. Stesso discorso per Cicinho, supervalutato e pagato a caro prezzo, e per Menez, un giocatore che possiede le potenzialità del campione ma che ancora non risulta essere determinamte in modo tale da far pensare che i tanti soldi spesi siano stati ben investiti.
Cosa vogliamo dire di Motta, giocatore anarchico, preso in comproprietà , supervalutato, e già finito nella lista dei cedibili? Rosi, gettato rapidamente alle ortiche vale molto meno di Motta? Ho evidenziato queste situazioni perchè sono convinto che le limitate risorse economiche a disposizione non siano state ben utilizzate.
Penso a Cavani, Pastore, Hernandez del Palermo, Valdes dell’Atalanta, Sanchez, Asamohah e Isla dell’Udinese, Llama, Izco, Martinez e Maxi Lopez del Catania, solo per fare alcuni nomi. E’ possibile che noi non riusciamo a pescare giovani di talento, a basso costo, all’inizio della loro carriera? Mi chiedo se la Roma possieda una rete di osservatori capace di scovare giocatori in Argentina, Cile, Brasile, solo per citare alcuni paesi del Sud-America.
In Francia, per esperienza personale, vi posso dire che ci sono dei giovani di colore che lasciano intravedere potenzialità e qualità di prim’ordine! Costano niente eppure si cercano giocatori francesi già affermati o alla fine della loro carriera. Ricordiamoci che nelle squadre arrivate in semifinale all’ultima Champions, c’erano ben otto giocatori francesi.
Pensiamo che nella ricerca dei giovani talenti ci sia molto da migliorare, che dobbiamo allinearci alle società (Manchester) che fanno giocare giovani di diciannove anni in Champions e che, ogni anno, vendono un campione ma ne hanno altri due o tre giovanissimi pronti a compensare il vuoto lasciato. (continua)
