Ci sono provocazioni e provocazioni
Come sempre 2 pesi e 2 misure, sia a livello di critica che a livello di eventuali punizioni: la “sparata” di Bossi sull’Italia ha sollevato un vespaio ma solo in ambito calcistico, perchè invece per De Rossi non è stato così?
Le “opinioni” del centrocampista giallorosso sono state stigmatizzate in ogni dove, con tanto di bacchettate dirette al giocatore costretto a porgere scuse in cui molto probabilmente non credeva, ma dovute per poter proseguire il ritiro in serenità.
Uno come Bossi invece, che di onorevole sembra avere solo il titolo, si è potuto permettere di insinuare eventuali combine della federazione calcio italiana (asserendo che l’Italia si sarebbe comprata la partita con la Slovacchia) “guadagnandosi” solo un blando rimprovero dai vertici del nostro calcio.
Possibile che nessuno dell’area politica, pronto a scagliarsi contro De Rossi, non abbia preso le distanze dal Bossi? Possibile che a queste persone sia sempre concesso tutto? Non che il diritto d’opinione debba essere un reato, per carità, ma se c’è questa liberta deve valere per tutti. E comunque qui non si tratta di opinione (cosa che invece ha espresso De Rossi sulla tessera del tifoso), ma di una palese accusa e offesa.
Evidentemente l’impunità permette ogni cosa…
E’ forse una ripicca per l’eventuale “tifo contro” verso la sua amata Padania?
