Qualcosa di utile per il futuro

Dal triste pareggio per 0-0 contro il Parma è emersa una flebile indicazione per il futuro: la Roma ha ancora un gioco, è il 4-2-3-1 targato Spalletti.

Non è molto incoraggiante per Ranieri, ma è ormai chiaro che la squadra ha nel suo DNA questo sistema di gioco; l’ha usato per tanti anni, è stato l’unico modulo che gli è stato insegnato, ora è naturale che sappia fare solo questo.

Ranieri lo scorso anno ha semplicemente riutilizzato quel modulo cambiando poi in corsa alcuni dettagli, vivendo (dal punto di vista tattico) quasi “di rendita”. Quest’anno non è invece riuscito a trasmettere nulla alla squadra, che si è ritrovata ad affrontare le partite senza canovacci prestabiliti.

Non a caso ieri a Parma si è rivista almeno parzialmente una fluidità di gioco e di movimenti che sembrava scomparsa, sopraffatta dall’improvvisazione e dall’estro dei singoli. Niente di eclatante, per carità, pesa sempre la condizione fisica precaria di molti e la sfiducia attuale…

Inoltre la posizione da trequartista penalizza Totti in maniera evidente in quanto quel gioco è imperniato sulla punta, che dovrebbe fungere da riferimento e da rifinitore. Invece Borriello è più adatto a finalizzare e Totti non è più adatto a fare il trequartista/incursore (ruolo che Perrotta ricopre alla grande). O si sacrifica Totti o si sacrifica Borriello, un 4-3-3 sembra troppo per una squadra ancora fragile.

Ciciho esterno alto mi è piaciuto, ha tecnica e piede per cross e assist, Vucinic deve acquistare solo un pò di forma, Brighi è sempre una garanzia e finalmente Mexes ha giocato una partita degna del suo nome. Timidi segnali…

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