Le 2 facce della Roma
Il derby vinto di ieri rispecchia molto l’allenatore: non è vero che un mister incida poco su una squadra, trasmette molto della sua personalità e del suo modo di fare.
Ranieri negli ultimi anni ha dimostrato di saper entrare bene in corso d’opera, magari ribaltando situazioni poco felici o a dir poco drammatiche; il capolavoro salvezza con il Parma di qualche anno fa o la rimonta recente della Roma ne testimoniano perfettamente la caratteristica.
Dove invece sembra perdere terreno è nella gestione successiva, nel momento di pianificare da zero un nuovo corso sportivo. Non credo che sia un’opinione, piuttosto sono i fatti ed i risultati che non lo rendono un vincente al secondo anno dello stesso club.
Questo dimostra come Ranieri sia bravo a capire e leggere le situazioni critiche, ma sembra non essere a suo agio nel progettare qualcosa di nuovo: tradotto in ambito di partita si può leggere come bravura nel capire le difficoltà della squadra durante i 90 minuti ed indovinare spesso le mosse vincenti (sempre statisticamente parlando) ma imperizia assidua nello sbagliare formazione iniziale.
Quindi il suo merito è causato da un suo demerito. Paradossale ma inconfutabile, almeno stando a ciò che si è visto fino ad oggi. Molte formazioni non hanno convinto, i cambi si, almeno a livello di risultati. Per esempio un Greco che toppa più volte partendo da titolare si dimostra decisivo entrando nel 2° tempo. Possibile che Ranieri non riesca a leggere in anticipo le partite? In questo modo la Roma va a 2 facce: si rischia e poi spesso si vince, ma non lo reputo un modo troppo ortodosso di puntare in alto.
