Che Roma sarebbe con Cavani

Io risponderei che sarebbe bastato Palacio. Già, perché analizzando la partita di Sabato, quello che veramente ci manca è ritmo e profondità; la logica conseguenza è l’incredibile assenza di conclusioni verso la porta.

Per alcuni tratti una noia mortale. Con ben otto attaccanti in rosa, ci troviamo nel solito imbarazzo tecnico tattico dal dopo Batistuta: ma chi segna? Ora che anche Totti (onestamente molto sotto tono contro l’Inter) agisce a venticinque metri dalla porta, chi la può buttare dentro?

Per questo c’è Luigi Enrico che intanto, sprezzante del pericolo, fa scelte di pancia, incredibili e solo sufficientemente efficaci. Decide con personalità, sperimenta, studia i suoi calciatori.

DDR spostato sulla linea di difesa per impostare con qualità già dalla nostra metà campo e Pizarro a dare ordine sulla mediana, sono state le note più positive. Imprescindibili per le partite che verranno.

Inutile dire che Osvaldo ha fallito anche la prova d’appello, e se è vero che Luis Enrique cambia almeno 5/11 di volta in volta, al 100% toccherà a lui sedersi in panchina. Stessa considerazione vale per Totti: un pit stop potrebbe anche starci.

Insomma io la metterei in campo così con un 3-4-3: Stekelenburg, Burdisso, De Rossi, Kjaer, J.Angel, Pizarro, Pjanic, Taddei, Borini, Borriello, Lamela.

Con Cavani che scalpita … ops noi abbiamo Bojan!
Per la legge dei grandi numeri giovedì dovrebbe arrivare la prima vittoria.

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