La lunga attesa

Nelle ultime 4 stagioni la Roma ha steccato l’esordio in campionato, e purtroppo dovremmo attendere ancora un anno per sfatare questo tabù.

All’apparenza questa falsa partenza sembra avere sulla carta attenuanti assolutamente chiare ed “attese”; insomma uno stop quasi annunciato.

Purtroppo però, analizzando la situazione, si intravedono, a mio parere, sconcertanti segnali negativi sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico, comportamentale.

La Roma cerca di proporre un calcio innovativo, con molti elementi nuovi, lontano anni luci dagli standard sino a qui proposti nel nostro campionato. Per questo occorre tempo e pazienza. E fin qui siamo tutti d’accordo.

Ma le modalità e gli atteggiamenti che i protagonisti stanno utilizzando in questo cammino di crescita è del tutto inadeguato. L’allenatore fa della presunzione la sua miglior corazza, l’integralismo dei suoi schemi incastra i calciatori in un rigido, pedante, noioso sforzo per non raggiungere la porta avversaria (vedi Pjanic solo davanti alla porta … passala, passala!).

La Roma non fa un tiro in porta non per colpa dell’attacco ma per colpa del sistema con il quale si vuole attaccare. Raggiungere la porta con quello schema si può, se e sole se si hanno 11/11 del Barcellona. Altrimenti è utopia.

Ieri il Cagliari, squadra scarsissima, ha vinto con il non gioco, soltanto gestendo un avversario tutta fuffa e poca concretezza, abile solo nel fraseggio orizzontale. E come al solito da noi si trovano spesso 3 punti utili per la salvezza.

E poi pure quest’anno le solite questioni:

  • il portiere scarso (occhio che con questo ogni tiro è un goal … mamma mia che scandalo)
  • l’attesa per Juan (l’uomo di cristallo)
  • i terzini che non difendono
  • a centrocampo di nuovo Perrotta (ma possibile che non se ne può fare a meno …)
  • in attacco tutti fuori ruolo … scarsi pure loro
  • Totti che nella pochezza generale è sempre il meglio che possiamo schierare

 A proposito, c’è una squadra biancoceleste (ironia cromatica della sorte) che in serie B, sfoggia con grande lustro, quello che è il gioco del calcio nella sua essenza: Il Pescara di Zeman. Anzi, Zeman con il suo Pescara. 4-3-3 puro e radicale. Miglior attacco, peggior difesa.

Lo adoro !! Perche il calcio non è solo utopia.

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