Stretti e pedalare
Progressi reali ed inconfutabili. Questo è stato il responso del dopo partita contro l’Atalanta.
Finalmente una bella vittoria casalinga, finalmente una partita di calcio.
Si è scritto che serve continuità, a me piace sottolineare un altro aspetto: la squadra, che presenta ora un assetto più equilibrato grazie alla convinzione che troppi voli pindarici sui ruoli dei giocatori possono avere effetti negativi, si muove con velocità e fluidità.
Non è stato il possesso palla fine a se stesso: la circolazione della stessa ed i reparti stretti hanno lo scopo di portarci sempre in superiorità numerica. Ma era scritto sull’Ipad già dall’arrivo a Riscone, occorreva passare solo dalla teoria alla pratica.
Emblematica l’immagine di un Luigi Enrico tarantolato, che si sbraccia chiedendo alla difesa di salire, come neanche il miglior pizzardone farebbe nel cuore di Piazza Venezia. E poi mi è piaciuta la scelta di inserire Pizarro, quando l’attacco non poteva essere più la miglior difesa, ed il possesso palla “radicale” poteva congelare la riscossa dell’Atalanta.
Tutti i protagonisti di campo hanno avuto un rendimento sopra la media. Dei nuovi, Pjanic è un fenomeno. Avete visto che passaggio a Simplicio? Inoltre tutta la rosa è stimolata a far bene visto che tutti si giocano le loro carte. C’è una sana competitività nello spogliatoio.
Ora la sosta, in attesa di capire come diventare efficaci contro le squadre catenaccio e contro quelle fisicamente al top come la Juve. A quel punto il cerchio si chiuderà. E Luigi Enrico avrà convinto anche quelli scettici che stanno a piedi insieme a me.
Alla prossima, di fronte, troveremo quelli con la magliettina celestina scolorita … arrivano al momento giusto. E poi mi aspetto l’esordio più atteso: quello di Lamela, nel tridente ideale per l’allenatore (a meno che Totti non ci stupisca con un veloce recupero). E come direbbe un comico muto, speriamo che je famo tre pere.
