Sentimiento nuevo

Non poteva che essere cosi. In una giornata anomala, un grande classico degli anni ‘80 giocato di lunedì, un “sentimento nuevo” mi tiene alta la vita. Per carità, nulla di tecnicamente rilevante, nulla che ci ricordi minimamente le avvincenti sfide tra Falcao e Platini, ma tutti dentro un grande cerchio.

La solita comunella, all’interno della corona ovale del tifo giallorosso, che forse ha sprigionato il coro delle sirene d’Ulisse. Questa volta il carattere è uscito contro una big che della personalità ne fa l’arma più pericolosa. Colpo su colpo. Tutti insieme verso la stessa direzione, senza il bisogno di strane alchimie o terribili stravolgimenti, a parte l’idilliaca prestazione di un eterno fuori ruolo chiamato Daniele De Rossi che è tutt’altro che un fortunoso esperimento.

Vederli Lunedì, tutti, nessuno escluso, nella dimensione pur non esaltante del loro rendimento in campo, ha scatenano in me il piacere, lo shivaismo tantrico di stile dionisiaco, la lotta porn dei greci e dei latini. Insomma: un oasi nel deserto.

Abbiamo molti difetti, pochi punti, tanta strada da fare, l’amore ancora non è scoccato in me, ma vi prego continuate a farmi la corte. Ho tutti i muscoli pronti per l’accoppiamento, ed il prossimo appuntamento sarà in terra Borbonica. La vittoria sarebbe romanticismo puro. Battere Mazzarri il volgare ancora più rinascimentale.

Come direbbe Battiato, è bellissimo perdersi in quest’incantesimo … e per un attimo non cammino a piedi.

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