Totti al mare…
Le stonature, le distorsioni degli acuti, il ritornello sbiascicato, sono l’acuto guascone e fanciullesco di Roma tutta. La gara a Bologna schiarisce il cielo sopra Trigoria e consegna nelle mani del tecnico Luis Enrique e della dirigenza molte certezze sulle quali puntare nel prossimo futuro.
Ora, sino alla prossima di campionato, sarà bagarre tra quelli “del progetto” e quelli che speravano in un epilogo tragicomico formato “A Natale Mangia … il panettone a Palermo” ! In perfetto stile autolesionista dei crepuscolari giallorossi.
La realtà è che la luce è tornata grazie allo sforzo intellettuale di tutti gli elementi del gruppo. La discontinuità significava trovare un mix efficace tra qualità ed esigenze personali rispetto all’innovazione che la cricca spagnola, almeno fino a qualche tempo fa, voleva imporre in modo secco e radicale.
Effettivamente ora sono cambi mirati e non avventurosi a fare la differenza, sono gli schemi adattati ai singoli che rendono cosi fluida la manovra, sono i gol dei singoli per tutti che fanno sembrare i gregari fuoriclasse ed i fuoriclasse gregari. Questo ci porta ad avere un impatto a fattore campo zero. Stessa mentalità ovunque.
Ieri, inconsistenza degli avversari a parte, abbiamo davvero impressionato per intensità e qualità. Bravi tutti certo, ma non posso e non devo esimermi nell’elogio particolare al ragazzo della porta accanto Francesco Totti. C’hai presente l’amico forte che chiami quando a calcetto resti in quattro: proprio lui. Oppure quello a cui pensi quando stai in crisi con la donna e ti vuoi fare una birra a Campo de’ fiori per non pensarci.
O magari quello che quando meno te lo aspetti, ti ricorda pure che è la Roma … che è della Roma. Che è uno di noi.
